16/dic/2006

Hacker o criminali?

Da Wikipedia:

Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai media (a partire da gli anni '80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione più appropriata è però cracker).
Nessuno si scandalizza se in tv, sui giornali o anche sui blog gli hacker vengono chiamati "pirati informatici".
Anzi.
Sembra che i termini stiano per diventare sinonimi, in certi ambienti.
In taluni altri, invece, lo sono già.
Chi sa cos'è un hacker?
Chiamateli secchioni, geek, nerd o anche hacker va bene, ma non chiamateli criminali.
Da un po' di tempo sento parlare di hacking etico, una sorta di "messa alla prova" AUTORIZZATA dall'azienda che vuol testare la penetrabilità e la sicurezza dei suoi sistemi.
A detta di coloro che lo praticano, cioè i professionisti di sicurezza informatica, sarebbe l'unica forma di hacking non criminale.
Consentitemi di dissentire.
O non consentitemelo affatto! Dissento lo stesso.
C'è poi un'altra forma di hacking ritenuto quasi legale.
Un esempio?
SONY e il suo rootkit.
Sembra che violare i diritti di qualcuno per PREVENTIVAMENTE tutelare i propri non sia del tutto illecito.
Per il momento l'unica condanna ricevuta da SONY contempla l'obbligo di sostituire i CD infetti.

Se io avessi fatto lo stesso per tutelare preventivamente i miei diritti non mi sarebbero bastate 10 vite per ripagare i danni più 10 vite da scontare in carcere.

Dissento.

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