22/dic/2006

Pensieri di Natale

Niente suona più irriverente, sacrilego e blasfemo che una critica alla Chiesa durante il periodo di Natale, ma si dà il caso che, indipendentemente dalla stagione o festività corrente, io non smetta di pensare.
La vita.
Cos'è?
Potrebbe sembrare una domanda retorica, ma alla luce di quanto accaduto per il caso di Piergiorgio Welby (sul quale, per rispetto, evito qualunque commento) la definizione sia giuridica che scientifica (o anche morale, se vogliamo) di "vita" ancora ha grosse lacune.
Non per la Chiesa, sembrerebbe.
Per la Chiesa la vita va sempre e comunque salvaguardata.
Ma forse sono io lo sciocco, l'ingenuo, l'ignorante.
Scusate, ma non capisco.
La possibilità di vita stessa va salvaguardata.
Continuo a non capire: vietare l'uso del profilattico salvaguardando una vita che ancora non è in essere a discapito della vita di chi, invece, vive già...!
Poco, invece, si fa per preservare la salute di chi è già in vita.
Una riflessione: nella Città del Vaticano NON sono in vendita profilattici, ma i tabacchi sì.
Non ho mai letto su una scatola di profilattici "Nuoce gravemente alla salute".

17/dic/2006

Prevenire è meglio che curare?

Per chi non lo sapesse si definisce "equo compenso" l'indennizzo per un "lucro non ottenuto" secondo quanto stabilito dalla Direttiva 2001/129/CE (Comunità Europea) della quale cito:


(38) Si dovrebbe consentire agli Stati membri di prevedere un'eccezione o una limitazione al diritto di riproduzione per taluni tipi di riproduzione di materiale sonoro, visivo e audiovisivo ad uso privato con un equo compenso. Si potrebbe prevedere in questo contesto l'introduzione o il mantenimento di sistemi di remunerazione per indennizzare i titolari dei diritti del pregiudizio subito.

In pratica si tratta dell'addizionale che paghiamo sui CD e i DVD vergini.
Il discorso, secondo lorsignori, è semplice:
Visto che i supporti digitali vengono usati per la copia e ogni copia è un'occasione di lucrare in meno, per il detentore dei diritti, facciamo pagare quest'indennizzo A PRIORI.

Dopo la "guerra preventiva" (!) e il Rootkit di SONY, questo è il più grande traguardo dell'iniquità e della stoltezza dell'uomo.
Mi rammarica dover ogni volta constatare che l'iniquità e il sopruso trovino i loro migliori esponenti, fautori e sostenitori nei governi, nei tribunali e nelle autorità, ma mi rammarica di più il fatto che chi lo afferma con così tanta leggerezza venga additato come sovversivo o terrorista.
E l'opinione pubblica abbocca.

Dichiarazione di guerra.

Per passare il tempo in maniera costruttiva stavo leggendo con Google reader le notizie di HTML.it quando mi sono imbattuto in una notizia ripresa da Reuters

LONDRA (Reuters) - Gli hacker lanceranno nel 2007 una nuova campagna della loro "guerra informatica" multimiliardaria che colpirà telefonini, messaggi istantanei e le comunità dei siti Internet di condivisione come MySpace. Lo prevedono esperti di sicurezza informatica.
Di nuovo un uso/abuso del termine hacker.
Non capisco perchè molti blogger sono stati tacciati di essere offensivi solo per aver mandato a quel paese chi, in qualche modo, li aveva offesi.
Mi ritengo offeso.
Ma di certo non mando a quel paese chi ha scritto quell'articolo, non ancora.
Aspetto.
Aspetto di collezionare un po' di dichiarazioni offensive per lanciarne una sola.
Una soltanto.
Ma grande.
Forse troppo per un piccolo blogger in erba (non protetto) come me.

16/dic/2006

Hacker o criminali?

Da Wikipedia:

Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai media (a partire da gli anni '80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione più appropriata è però cracker).
Nessuno si scandalizza se in tv, sui giornali o anche sui blog gli hacker vengono chiamati "pirati informatici".
Anzi.
Sembra che i termini stiano per diventare sinonimi, in certi ambienti.
In taluni altri, invece, lo sono già.
Chi sa cos'è un hacker?
Chiamateli secchioni, geek, nerd o anche hacker va bene, ma non chiamateli criminali.
Da un po' di tempo sento parlare di hacking etico, una sorta di "messa alla prova" AUTORIZZATA dall'azienda che vuol testare la penetrabilità e la sicurezza dei suoi sistemi.
A detta di coloro che lo praticano, cioè i professionisti di sicurezza informatica, sarebbe l'unica forma di hacking non criminale.
Consentitemi di dissentire.
O non consentitemelo affatto! Dissento lo stesso.
C'è poi un'altra forma di hacking ritenuto quasi legale.
Un esempio?
SONY e il suo rootkit.
Sembra che violare i diritti di qualcuno per PREVENTIVAMENTE tutelare i propri non sia del tutto illecito.
Per il momento l'unica condanna ricevuta da SONY contempla l'obbligo di sostituire i CD infetti.

Se io avessi fatto lo stesso per tutelare preventivamente i miei diritti non mi sarebbero bastate 10 vite per ripagare i danni più 10 vite da scontare in carcere.

Dissento.

Internet Explorer ha causato un errore...

Stavo scrivendo del codice javascript contenente un ciclo iteratore quando, in fase di test, Internet Explorer (6) è... letteralmente "esploso".
Cercando una spiegazione online mi sono imbattuto in questo script
for (x in document.write){document.write(x);}pubblicato qui.
Ho approfondito la ricerca ed ho cominciato a testare altri script che producono lo stesso effetto ed ho notato come prima cosa che QUALSIASI azione eseguita dal ciclo causa il crash di Internet Explorer.
Ad esempio:
for (x in document.write){a=1;}Dopo di ciò ho provato a cambiare l'espressione iteratrice:
for (x in document.body.appendChild){a=1;}Il risultato è il medesimo.
Il crash si verifica anche nel caso non vi siano istruzioni da eseguire come nel caso
for (x in document.body.appendChild){}Sospetto che il crash si verifichi iterando le proprietà di qualunque metodo o funzione di qualunque nodo del DOM (Document Object Model)
In effetti ho provato con
for (x in document.body.getAttribute){}con
for (x in document.body.cloneNode){}e altri metodi e funzioni.
Non ho installato (e non intendo farlo, almeno per il momento) Internet Exlplorer 7, ma il sospetto che l'exploit sia valido anche per questa versione è più che fondato.
Per chi fosse completamente digiuno di queste nozioni:

Creare un file di testo sul Desktop cliccando col tasto destro su uno spazio non occupato da icone e scegliendo Nuovo>Documento di testo.
Aprire il file appena creato con il blocco note.
inserire queste linee di codice:

<body>
<script type="text/javascript">
for (x in document.body.getAttribute){}
</script>
</body>
Dopo di ciò andare nel menu FILE e selezionare "salva con nome".
Nelle opzioni di salvataggio sotto il nome del file scegliere "TUTTI I FILE" e rinominare il file chiamandolo nomeCheMiPare.html.
Abbiamo ora il nostro piccolo capolavoro che manda in tilt Internet Explorer.
Provate ad aprirlo con un doppio click.

Finalmente

Finalmente mi sono deciso a pubblicare un mio blog personale.
Il merito (o demerito) va a chi tanto ha insistito e a chi mi ha supportato e sopportato.
La libertà di espressione non ha limiti.
Essa stessa è un limite.
Cercare di superare questo limite senza offendere e rimanendo coerenti con il proprio pensiero è una sfida.
L'abuso della libertà dataci dalle tecnologie ci si ritorce contro.
Impariamo a rispettare i limiti prima di superarli.